AUGURI!

E si dopo un secolo e mezzo sono qui a scrivere per farvi gli auguri di buon anno. Che questo 2012 vi porti tante buone cose, compreso qualche articolo da leggere su questo blog disabitato!

Per chi non lo sapesse per me oggi è una doppia festa perchè due anni fa ho conosciuto quella pazzerella di Marianna quindi, anche se ultimamente siamo peggio dei fantasmi, sono molto felice di farti questi doppi e sentitissimi auguri.

E ora vi saluto così mi metto al lavoro per far si che questo blog torni quello di un tempo! Giulia.

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… AUGURI :) <3 …

Ok sono più che certa di dover fare gli auguri a qualcuno, ma chi????? Vediamo un pochetto… il mio non è! Ummm la mia mente malata vede una M. M M M… Giusto Marianna! Quindi AUGURI!

E visto che faccio sempre più schifo a scrivere…. eccoti una bellissima frase modestamente non scritta da me!

Chiudi gli occhi, immagina per un attimo che tutti i tuoi sogni possano concretizzarsi… Aprili e con un soffio spegni le candeline! … E ricorda… Sono i tuoi sogni a farti essere… la persona che sei! Non scordartelo mai!

BUON COMPLEANNO!!!

Giulia.

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QUALCOSA DI DAVVERO SPECIALE…..

Uccidetemi, fustigatemi…. mandatemi da Aro ( mi piace come opzione, riuscirei a risalire ad Edward ^^)……

Vi chiedo scusa! imploro pietà! Mi scuso ufficialmente per non essere stata qui! sono una cattiva Mariaccia, lo so!

Ad ogni modo…. sto per farmi perdonare scrivendo il nuovo capitolo! Ma oggi non sono qui per questo, oggi sono qui per qualcosa di davvero speciale!

Anni fa ( se dico quanti ho paura mi uccida) nasceva una bambina testarda e cocciuta, simpatica e un pò alternativa…. una pazza! Quella pazza ha avuto la sfortuna di incontrare la regina delle pazze, la qui presente Mariaccia, che l’ha deviata verso la pazzia assoluta e che insieme hanno creato questo blog…..

Ancora non avete capito di chi parlo?

Beh….. ve lo canto! Okok! Il canto è meglio evitarlo per il bene di tutta l’umanità….

CARA GIULIA!
credevi mi fossi dimenticata di farti gli auguri??

BUON COMPLEANNO GIULIA!!!!!!!!!! <3


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OGGI PARLIAMO DI…. PROMESSI VAMPIRI!

Benvenute alla prima puntati di oggi parliamo di, ovvero la nostra rubrica sui libri.

Promessi vampiri è il romanzo d’esordio di Beth Fantaskey. La storia è stata spesso accomunata a Twilight e al Diario del vampiro ma leggendola si capisce subito che sono completamente diversi tra loro.

La trama proposta dal libro dice: ” Sposarsi con un vampiro non era esattamente nei piani di Jessica Packwood, studentessa all’ultimo anno di liceo. Ma Lucius Vladescu, uno studente straniero dalla bellezza folgorante, compare nella sua vita e le rivela le sue vere origini: Jessica è stata adottata; il paese da cui proviene è la Romania e i suoi veri genitori sono i capostipiti di un potente clan di vampiri, i Dragomir. Lucius e Jessica sono stati promessi in matrimonio al momento della loro nascita e hanno il compito di riportare la pace fra i Dragomir e i Vladescu. Jessica, dapprima reticente,cede alla corte di Lucius e, grazie anche alla Guida per Vampiri Adolescenti che il ragazzo le fornisce, affronta la trasformazione da ragazza qualunque a futura principessa vampiro. Superando le insidie di una spregiudicata cheerleader, Jessica si trova così a dover lottare per riconquistare il suo principe, evitare una guerra fra vampiri di proporzioni mondiali e salvare l’anima del suo Lucius dalla dannazione eterna.

Nonostante i suoi 65 capitoli, da cui non bisogna farsi demoralizzare, il libro con la sua scrittura semplice, scorrevole e coinvolgente conquista il lettore che farà fatica a smettere di leggere ( o almeno così è successo a me ). Inoltre per chi è interessato l’autrice visto che molti lettori le chiedevano di leggere il continuo del libro ha deciso di distribuire la sua creazione The wedding online e gratuitamente come ringraziamento per chi aveva sostenuto il suo libro.

Se dopo aver letto Promessi vampiri foste interessate a leggere questo suo seguito qui trovate il link: http://y.giunti.it/y-blog/item/324-the-wedding-disponibile-al-completo

E prima di lasciarvi un’ultima cosa: lenticchie per tutti!!! ( se leggerete il libro capirete).

Giulia

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E PER FARMI PERDONARE……

Scusate! Lo so non smetterò mai di dirlo ma scusatemi. Sono consapevole del fatto che non ci sono più stata ma a scuola lo fanno apposta a cambiarmi gli orari e quindi non riesco a recuperare nemmeno dieci minuti per salire sul blog e scrivere un articolo per aggiornarvi. In realtà i dieci minuti li avrei ma li sfrutto per studiare per evitare che quelle poche materie in cui vado bene cadano a picco e diventino dei quattro ( e vi assicuro che di quattro ne ho già abbastanza). Ora che sapete i fatti miei direi che è ora che io vi aggiorni un pochettino per quel che riguarda breaking dawn.

Lainey gossip ci svela quali scene di BD saranno girate a Vancouver e nelle altre location del freddo canada.

  1. la prima caccia di Bella da vampira
  2. lezione sulla caccia a Renesmee
  3. scene sui vampiri rumeni
  4. una qualche scena su un cinema e il flashback di Edward
  5. Bella che picchia Jacob
  6. Jacob insegna ai giovani lupi
  7. Bella fa pratica con le sue tecniche mentali
  8. conversazione sul sesso tra Edward e Carlisle
  9. il matrimonio
  10. scena nel futuro con Renesme cresciuta
  11. scena finale del film.

Anche twitter come al solito ci riserva delle sorprese.

Alex Meraz dice: ho appena finito un brutto volo di 11 ore per tornare a Los Angeles, pronto a saltare su un altro aereo… prossimo passo Vancouver! Ora di ricominciare a Rompere qualche Alba.

L’altro lupo Kiowa Gordon ci dice: verso Vancouver! Sarò li questo pomeriggio. E mi faccio tagliare i capelli.

Gil Birmingham ci fa sapere che stà andando in palestra per prepararsi alla sua scena a torso nudo in BD.

E ora vi lascio a qualche foto.

Ora (anche se mancheranno un sacco di notizie interessanti) vi vorrei chiedere una cosa.

Che ne pensereste di una rubrica in cui ogni settimana viene proposto un libro con tema vampiri e magari lupi??? (dico lupi perchè ne ho appena finito uno molto interessante). Bè dateci una risposta se è una cosa che vi può interessare noi ci metteremo all’opera!

un bacio… Giulia

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PER NON DIMENTICARE….

Oggi è un giorno particolare, non un compleanno o un avvenimento speciale, e soprattutto non qualcosa riguardante il mondo dei vampiri.

il 27 Gennaio è la Giornata Mondiale della Memoria. spero che tutti sappiate di che cosa si tratti, ma una rinfrescatina alla memoria non guasta mai.

Questa giornata è stata indetta per ricordare le milioni di vittime innocenti provocate dalla pazzia di un singolo uomo e di suoi “seguaci”. Le deportazioni di Ebrei verso i campi di sterminio sono un fatto storico e il 27 Gennaio 1945, con l’abbattimento dei cancelli di uno dei più grandi campi di sterminio, Auschwitz, da parte dei Russi, il mondo intero è venuto a conoscenza degli orrori fatti sulle minoranze e in particolare su persone di religione ebraica.

Per questo, il 27 gennaio è stata proclamata Giornata della Memoria, PER NON DIMENTICARE……

Anche noi del Mondo dei Vampiri volevano lasciare oggi questo post, per sensibilizzare, per aiutare a non dimenticare donne, uomini e bambini vittime di questi orrori, e per far si che tutto ciò non accada mai più!

Marianna

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11. LA VERITA’

Bella continuava a dormire beata nel suo letto. Aveva il corpo rigido. Le sfiorai delicatamente la fronte. Mentre continuavo a stringerla tra le mie braccia emise un sospiro e spalancò le palpebre.

<< Ah! >>, esclamò Bella coprendosi gli occhi con i pugni vedendomi.

Dopo alcuni secondi li riaprì lentamente.

<< Ti ho spaventata? >>, dissi ansioso mantenendo un tono di voce basso per non svegliare Charlie.

Vidi gli occhi di bella scrutare ogni particolare del mio viso, soffermandosi sui miei, ancora neri.

Sbatté le palpebre diverse volte.

<< Oh, merda >>, gracchiò come se avesse visto un fantasma.

<< Che c’è che non va, Bella? >>, chiesi io ansioso.

<< Sono morta vero? >>, disse quasi lamentandosi. << Sono annegata. Merda, merda, merda! Charlie ci resterà secco >>.

Ma cosa stava dicendo? Probabilmente il suo sogno doveva essere molto vivido.

<< Non sei morta >>.

<< E allora perché non mi sveglio? >>, chiese lanciandomi un’occhiata.

<< Sei già sveglia, Bella >>, le risposi io.

Lei scosse la testa. << Certo, certo. È ciò che vuoi che io pensi. E poi, quando mi sveglierò, sarà il peggio. Se mi sveglierò, il che non avverrà, perché sono morta. Orribile. Povero Charlie. E Renèe, e Jake… >>, sembrava davvero scossa dalle sue stesse parole.

<< Mi rendo conto che tu possa avermi scambiato per un incubo, ma non riesco a immaginare cosa potresti aver fatto di tanto brutto da finire all’inferno. Ne hai ammazzati molti in mia assenza? >>, le chiesi lanciandole un sorriso fugace ma triste.

<< Certo che no. Se fossi all’inferno, tu non saresti con me >>, disse con una smorfia.

Sospirò e spostò il suo sguardo dal mio viso per pochi secondi. Poi la vidi arrossire.

<< Perciò… è successo davvero? >>.

<< Dipende >>, dissi io trattenendo un sorriso. << Se ti riferisci al fatto che abbiamo rischiato di farci massacrare in Italia, la risposta è sì >>.

<< Strano. Sono stata in Italia davvero. Sai che non ero mai andata più a est di Albuquerque? >>.

Alzai gli occhi al cielo. << Forse è meglio che torni a dormire. Stai delirando >>.

<< Non sono più stanca. Che ore sono? Quanto ho dormito? >>.

<< È l’una di notte passata. Direi che dormi da quattordici ore >>.

Si stiracchiò, doveva essere intorpidita.

<< E Charlie? >>, mi chiese.

Io aggrottai la fronte. << Dorme. Dovo farti presente che in questo momento sto infrangendo le regole. Bé, tecnicamente no, perché mi ha vietato di oltrepassare la porta di casa tua e io sono entrato dalla finestra, ma… bé, ecco, l’intenzione era quella >>, Charlie non aveva tutti i torti a volermi tenere lontano da casa sua e da Bella, ma io non ci sarei più riuscito.

<< Charlie ti ha bandito da qui? >>, chiese arrabbiata.

Mi rattristii. << Cosa ti aspettavi >>.

Il suo sguardo si fece sempre più scuro.

<< Qual è la versione? >>, mi chiese di colpo curiosa.

La versione? Ma di che parlava? << In che senso? >>.

<< Cosa racconto a Charlie? Con quale scusa giustifico un’assenza di… quanto tempo sono stata lontana da casa? >>, disse cercando di far mente locale.

<< Soltanto tre giorni >>, dissi abbassando lo sguardo e sorridendo. << A dire la verità, speravo potessi avere tu una buona idea. A me non è venuto in mente nulla >>.

<< Favoloso >>, borbottò.

<< Bé, magari Alice si inventerà qualcosa >>, aggiunsi cercando di confortarla.

<< Allora. Cos’hai fatto di bello fino a tre giorni fa? >>.

Non volevo dirle niente di inopportuno. << Niente di così eccitante >>.

<< Certo che no >>, disse rattristando.

<< Perché fai quella faccia? >>, le chiesi curioso.

<< Bé… è proprio quello che risponderesti se, in fin dei conti, fossi un sogno. La mia immaginazione dev’essere un po’ a secco >>.

Non credeva ancora di essere sveglia. Dovevo trovare un modo per convincerla.

<< Se te lo dico, ti convincerai che questo non è un incubo? >>, le dissi io sospirando.

<< Un incubo! >>, ribatté sdegnata. << Forse, a patto che tu me lo dica >>.

<< Sono stato… a caccia >>,dissi dopo una breve incertezza.

<< Non sai dire di meglio? Questo non basta affatto a dimostrare che sono sveglia >>.

Come avevo pensato stava fraintendendo le mie parole.

<< Non ero a caccia per nutrirmi… Adire la verità mi stavo allenando a … seguire le tracce. Non sono molto bravo >>.

<< E cosa hai inseguito? >>, mi chiese incuriosita.

Ero nervoso, o ancora meglio,mi sentivo a disagio. << Niente di rilevante >>, le dissi infine.

<< Non capisco >>.

Io rimasi in silenzio. Avevo il viso illuminato dallo strano bagliore verde della sveglia che si trovava sul comodino.

<< Io… ti devo delle scuse. No, certo, ti devo molto, molto di più. Ma devi sapere che non avevo idea. Non mi sono reso conto del disastro che mi ero lasciato alle spalle. Pensavo che qui fossi al sicuro. Non avevo dubbi. E non immaginavo che Victoria >>, dissi quel nome mostrando i denti, << sarebbe tornata. Devo ammettere di aver badato molto di più ai pensieri di James che ai suoi, il giorno del nostro incontro. Non ho intuito che avremmo scatenato una reazione simile. Che fossero così legati. E ora capisco perché: si fidava di lui e il pensiero che avrebbe fallito non l’ha mai sfiorata. L’eccesso di sicurezza le offuscava i pensieri e mi ha impedito di percepire.

Non che ci siano scuse per ciò che ti ho inflitto. Quando ho sentito ciò che hai detto ad Alice – ciò che lei stessa ha visto – e quando mi sono reso conto di averti costretta a mettere la tua vita nelle mani di licantropi immaturi e volubili, la cosa peggiore al mondo, esclusa Victoria… >>. Trasalii e mi mancarono le parole. << Sappi che non avevo idea che sarebbe andata così. Sono amareggiato nel profondo, anche oggi che ti vedo al sicuro tra le mie braccia. Non c’è modo più miserabile di scusarmi per… >>.

<< Smettila >>, disse di colpo fermando il mio discorso. Mi guardò per un minuto come se fosse in cerca delle parole giuste da dirmi.

<< Edward >>, disse con espressione neutra. << Smettila, una volta per tutte. Non puoi ostinarti a vederla così. E non puoi lasciare che sia… il senso di colpa… a condizionarti la vita. Non puoi considerarti responsabile di tutto ciò che mi accade. Non è colpa tua, fa soltanto parte della mia vita attuale. Perciò, se inciampo e finisco sotto un autobus, o qualunque cosa mi capiti, devi renderti conto che non sei obbligato a provare alcun rimorso. Non puoi scappare in Italia perché non sei riuscito a salvarmi. Anche se mi fossi lanciata da quello scoglio per morire, sarebbe stata una scelta mia, non colpa tua. So che è nella tua… natura sentirti responsabile di tutto, ma davvero non puoi permetterti di esagerare in questo modo! È un atteggiamento sconsiderato. Pensa a Esme, a Carlisle e… >>.

Si fermò a riprendere fiato. Notai dal suo sguardo che stava perdendo il controllo.

<< Isabella Marie Swan >>,sussurrai, << credi davvero che io abbia chiesto ai Volturi di uccidermi perché mi sentivo in colpa? >>.

<< Non è così? >>,mi disse nonostante la sua faccia mi dicesse che non aveva capito.

<< Certo che mi sentivo in colpa. Molto. Più di quanto tu possa immaginare >>.

<< Ma… cosa stai dicendo? Non capisco >>.

<< Bella sono andato dai Volturi perché credevo fossi morta. Sarei andato in Italia anche se non fossi stato il responsabile della tua morte >>, pronunciai l’ultima parola con un sussulto, << anche se non fosse stata colpa mia. Certo , avrei dovuto agire con più cautela e parlarne prima con Alice, anziché prendere per buona la versione di Rose. Ma, sinceramente, cos’altro avrei potuto pensare, quando il ragazzo mi ha risposto che Charlie era al funerale? Quante probabilità c’erano? Probabilità… >>, mormorai distratto. La mia voce era come un sussurro. << Le probabilità sono sempre contro di noi. Un errore dopo l’altro. Non criticherò mai più Romeo >>.

<< Continuo a non capire >>, disse. << Anch’io ne sono convinta. E allora? >>.

<< E allora cosa? >>.

<< Se anche fossi morta davvero? >>.

La fissai a lungo, dubbioso, prima di rispondere. << Non ti ricordi cosa ti ho detto una volta? >>.

<< Ricordo tutto quello che mi hai detto >>.

mi avvicinai ancora di più a lei e le sfiorai il labbro inferiore con la punta del dito.

<< Bella, temo che tu sia vittima di un equivoco >>.

Chiusi gli occhi, scossi la testa avanti e indietro e accennai un sorriso. << Pensavo di averti già spiegato chiaramente. Non sono in grado di vivere se al mondo non ci sei tu, Bella >>.

<< Sono… confusa >>.

Io la fissai dritto negli occhi restando il più sincero possibile.

<< Sono un bravo bugiardo, Bella. Devo esserlo >>.

Bella restò impietrita, con i muscoli contratti. Le diedi uno strattone cercando di scioglierla da quell’insolita posa rigida.

<< Lasciami finire! Sono un bravo bugiardo, ma tu mi hai creduto troppo in fretta. È stato… atroce >>.

Bella restò in silenzio senza battere ciglio. Sembrava decisa ad ascoltare tutto quello che avevo da dirle.

<< Quando ti ho detto addio nella foresta… Non ti saresti arresa. Lo sapevo bene. E non volevo farlo perché sapevo che sarei morto anch’io, ma temevo che, se non ti avessi convinta che non ti amavo più, avresti impiegato ancora più tempo a riprendere una vita normale. Sapevo che, dimostrandoti di averti dimenticata, tu potessi fare altrettanto >>.

<< Un taglio netto >>, mormorò quasi senza muovere le labbra.

<< Esatto. Ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato così facile! La consideravo un’impresa quasi impossibile. Ero sicuro che intuissi la verità e mi aspettavo di dover mentire per ore prima di insinuare l’ombra del dubbio dentro di te. Ti ho mentito e ti chiedo scusa… scusa per averti ferita,scusa perché è stato un tentativo inutile. Scusa se non ti ho protetta da ciò che sono. Ho mentito perché volevo salvarti e non ha funzionato. Scusami.

Ma come hai potuto credermi? Dopo che ti ho ripetuto migliaia di volte che ti amavo, com’è stato possibile che una sola parola frantumasse la tua fiducia in me? >>.

Lei non mi rispose. Sembrava sbalordita.

<< Lo vedevo nel tuo sguardo, sembravi sinceramente convinta che non ti volessi più. L’idea più assurda e ridicola… come se io potessi mai trovare il modo di esistere senza avere bisogno di te! >>.

Era ancora impietrita. Le diedi un altro scossone che le fece battere i denti.

<< Bella >>, dissi sospirando. << Davvero, cosa pensavi? >>.

A quel punto scoppiò a piangere. Le lacrime le rigavano il viso. Sembrava una bambina a cui era stato detto che Babbo Natale non esiste.

<< Lo sapevo >>, disse ancora singhiozzando. << Sapevo che era un sogno >>.

<< Sei incredibile >>, dissi facendo una risata nervosa. Mi sentivo irritato. << Cosa devo fare per convincerti? Non stai dormendo e non sei nemmeno morta. Sono qui e ti amo. Ti ho amata sempre e sempre ti amerò. Ho pensato a te,visto il tuo volto nei ricordi, durante ogni minuto di lontananza. Dirti che non ti volevo più è stata una terribile bestemmia >>.

Lei scosse la testa. Le lacrime continuavano a scendere da quegli occhi color cioccolato che avevo rivisto tante volte chiudendo i miei.

<< Non mi credi. Eh? >>, le sussurrai. << Come fai a credere a una bugia e non alla verità? >>.

<< Amarmi non ha mai avuto senso per te >>, disse con la voce ancora spezzata dai singhiozzi. << L’ho sempre saputo >>.

Io serrai le mascelle e la fissai. Visto che i mali erano estremi dovevo ricorrere a estremi rimedi.

<< Ora ti dimostro che sei sveglia >>.

Le presi il viso tra le mani e glielo strinsi, ignorando tutti i suoi inutili tentativi di sfuggire dalla mia presa.

<< No ti prego >>, disse in un sussurro, quasi implorandomi.

Mi fermai con le labbra a mezzo centimetro dalle sue.

<< E perché no? >>.

<< Quando mi risveglierò >>, ero pronto a protestare, ma lei continuò senza considerarmi. << D’accordo, lasciamo perdere. Ora che te ne andrai di nuovo sarà dura da sopportare, anche senza questo bacio >>.

Mi allontanai per fissarla negli occhi. Credeva davvero che me ne sarei andato di nuovo?

<< Ieri,quando ti toccavo, sembravi… incerta, prudente, sebbene sempre la stessa. Ho bisogno di sapere perché. È troppo tardi? Ti ho ferita irreparabilmente? O ti sei davvero lasciata tutto alle spalle, come desideravo? Tutto sommato sarebbe… giusto. Non contesterò la tua decisione. Perciò non temere la mia reazione, ti prego. Dimmi solo se dopo tutto ciò che ti ho fatto puoi ancora amarmi o no. Puoi? >>, le dissi io con quello che rimaneva del mio cuore in mano.

<< Ma che razza di domanda scema è questa? >>.

<< Ti prego rispondi. Per favore >>.

Mi guardò cupa per un istante che mi parve lungo un secolo. << Ciò che provo per te non cambierà mai. Certo che ti amo… e tu non puoi farci niente! >>.

<< Non avevo bisogno di sentire altro >>.

Senza più pensarci mi avvicinai e le nostre labbra si incontrarono. Tutto attorno a me svanì e mi lasciai trasportare da quel vorticare di emozioni. Non fu uno dei soliti baci. Non era uno dei tanti prudenti baci che ci eravamo scambiati. Questo era IL BACIO. Bella lo restituì mentre il ritmo del suo cuore iniziava a essere disordinato e il suo respiro si trasformava in affanno. Le mie mani percorrevano il suo viso come le sue sul mio e nei brevi istanti in cui i nostri visi si staccavano, pronunciavo il suo nome. Quando fu percorsa dai primi brividi io mi spostai leggermente e appoggiai la testa al suo petto e ascoltai il suo cuore.

<< Tra l’altro non ho nessuna intenzione di lasciarti >>, dissi come se niente fosse.

Alzai la testa per incrociare il suo sguardo. << Non vado da nessuna parte. Non senza di te. Ti ho lasciata soltanto perché desideravo darti la possibilità di vivere una vita normale, felice, da essere umano. Mi rendevo conto di cosa significasse starti accanto: farti vivere sempre sul filo del rasoio, allontanandoti dal tuo mondo, costringerti a rischiare la vita in ogni istante che passavo con te. Perciò ho deciso di provare. Dovevo fare qualcosa e la fuga mi sembrava l’unica possibilità. Se non avessi creduto che era meglio per te, non mi sarei mai imposto di andarmene. Sono fin troppo egoista. Soltanto tu eri più importante dei miei capricci… e dei miei desideri. Ciò che desidero, ciò che voglio, è stare con te e so che non avrò mai più la forza di lasciarti. Ho troppe scuse per rimanere… grazie al cielo, sembra proprio che tu non riesca a non cacciarti nei pasticci, neanche se ci sono i chilometri a separarci >>.

<< Non fare promesse >>, sussurrò.

Sentivo la rabbia crescere dentro di me. << Pensi che ti stia mentendo adesso? >>.

<< No… non lo penso >>, disse scuotendo la testa. << Potresti essere sincero… adesso. Ma domani, quando ripenserai a tutti i motivi che già una volta ti hanno convinto ad andartene? O tra un mese, la prossima volta che Jasper cercherà di mordermi? >>.

Io trasalii a quelle parole. Poche, ma forti come lame.

<< Non mi pare che tu abbia meditato molto sulla tua vecchia decisione, no? Finirai per fare ciò che ritieni giusto >>.

<< Non ho tutta la forza che mi attribuisci. Non m’importa più di capire cosa è giusto e cosa sbagliato; sarei tornato comunque. Prima che Rosalie mi desse la notizia, avevo già rinunciato a vivere alla giornata. Una settimana era un’eternità, un’ora una sofferenza. Era soltanto questione di tempo, molto poco tempo, e mi sarei presentato alla tua finestra a implorarti a accettarmi di nuovo. Se non ti dispiace, vorrei provarci ora >>.

Bella fece una smorfia. << Non scherzare, per favore >>.

<< Dico sul serio. Vuoi, per cortesia, sforzarti di ascoltare ciò che dico? Mi lasci spiegare quanto sei importante per me? >>.

In quel momento mi ricordai di quando la vidi per la prima volta. Non nella visione di Alice e neppure nei pensieri di tutti i ragazzi della scuola, ma di quando la vidi realmente.

Mi ricordai come mi sentii, e nella mia testa risentii le parole che dissi a mio padre quando decisi di andare per un po’ a Denali.

Mi ricordai che quando fui li, mi andai a sedere su una panchina in mezzo alla neve e guardando il cielo coperto di stelle, capii che Bella era diversa, che lei non poteva essere come una comune stella.

Lei era molto di più.

<< Prima di te, Bella, la mia vita era una notte senza luna. Molto buia, ma con qualche stella: punti di luce e di razionalità… Poi hai attraversato il cielo come una meteora. All’improvviso, tutto ha preso fuoco: c’era luce, c’era bellezza. Quando sei sparita, anche la meteora è scomparsa dietro l’orizzonte e il buio è tornato. Non era cambiato nulla, ma i miei occhi erano rimasti accecati. Non vedevo più le stelle. Niente aveva più senso >>.

<< Gli occhi si abitueranno >>, mormorò.

<< Questo è il problema: non ci riescono >>.

<< E le tue distrazioni? >>.

Risi anche se non ero affatto di buonumore. << Faceva parte della bugia, amore mio. Non sono mai riuscito a cancellare… l’agonia. Il mio cuore non batteva da quasi novant’anni, ma stavolta è andata diversamente. Non lo sentivo più, al suo posto c’era un vuoto. Come se ti fossi portata via tutto ciò che avevo dentro >>.

<< Curioso >>, borbottò.

Io inarcai un sopracciglio. << Curioso? >>.

<< Volevo dire “strano”… Pensavo fosse successo soltanto a me. Anch’io ho perso parecchi pezzi. Ho passato chissà quanto tempo senza respirare davvero. Anche il mio cuore. Sparito nel nulla >>.

Chiusi gli occhi e posai la testa sul suo petto sentendo che il suo battito stava riassumendo un andamento naturale, ma ancora abbastanza allegro. Bella mi sfiorò i capelli con la sua guancia.

<< Non ti sei distratto nemmeno con la caccia? >>.

<< No >>, dissi sospirando, << quella non è mai stata una distrazione, ma un dovere >>.

<< In che senso? >>.

<< Ecco, benché non considerassi affatto pericolosa Victoria, non intendevo fargliela passere liscia… te l’ho detto, sono stato un vero incapace. L’ho inseguita fino al Texas, ma poi mi sono lasciato ingannare da una pista falsa che portava in Brasile. In realtà, lei era tornata qui >>, dissi contrariato. << E io stavo in un altro continente! E nel frattempo, peggio del mio incubo peggiore… >>.

<< Eri sulle tracce di Victoria? >>, disse alzando il tono di voce.

Charlie continuava a dormire nella stanza affianco senza essere disturbato da noi.

<< Non le ho seguite bene >>, le risposi mentre osservavo confuso la sua espressione. << Ma stavolta farò di meglio. Presto la smetterà di insozzare l’aria con il suo respiro >>.

<< Questo è… fuori discussione >>, disse d’un fiato.

<< E’ troppo tardi per lei. L’altra volta ho perso un’occasione, ma ora basta, non dopo che… >>.

Mi interruppe un’alta volta cercando di sembrare calma. Ma il suo respiro e i battiti del suo cuore dicevano il contrario.

<< Ricorda che hai appena promesso di non andartene. Non credo che ciò sia davvero compatibile con una battuta di caccia in piena regola, sbaglio? >>.

Io mi inombrai e emisi un ringhio soffocato. << Manterrò la promessa, Bella. Ma Victoria >>, e il ringhio si fece più pronunciato,<< morirà. Presto >>.

<< Non facciamoci prendere dalla fretta. Forse non tornerà. Probabilmente il branco di Jake le ha messo paura. Non c’è motivo di andare a cercarla. E poi, ora come ora ho problemi più urgenti >>.

La fissai torvo ma poi annuii. << Hai ragione. I licantropi sono un problema >>.

Bella sbuffò. << Non mi riferisco a Jacob. Ho problemi ben peggiori di un gruppetto di lupi adolescenti pronti a cacciarsi nei pasticci >>.

A quanto pareva Bella non capiva il pericolo che avrebbero potuto provocarle i licantropi. << Davvero? E quale sarebbe il problema più urgente? Cos’è che rende trascurabile ai tuoi occhi la prospettiva del ritorno di Victoria? >>.

<< Parliamo del secondo in ordine di urgenza? >>.

<< D’accordo >>, risposi io sospettoso.

<< C’è qualcun altro che verrà a cercarmi >>.

<< I Volturi sono soltanto secondi? >>.

<< Non mi sembri così sconvolto >>.

<< Bé, abbiamo un sacco di tempo per pensarci. La loro percezione del tempo è molto particolare, diversissima dalla tua, e anche dalla mia. Un loro anno pesa come un tuo giorno. Non mi stupirei se si rifacessero vivi per il tuo trentesimo compleanno >>, aggiunsi scherzando.

Le lacrime iniziarono a gonfiarle gli occhi. << Non devi aver paura. Non permetterò che ti facciano del male >>.

<< Finché ci sei >>.

Presi la sua testa tra le mani e la strinsi, lasciando che i nostri sguardi si fondessero. << Non ti lascerò mai più >>.

<< Ma hai detto trentesimo >>, disse in un sussurro mentre le lacrime le rigavano il viso. << Perciò… vuoi restare e lasciare che io invecchi? Va bene >>.

<< Proprio così. Quali alternative ho? Non posso fare a meno di te, ma non distruggerò la tua anima >>.

<< Ma sei davvero… >>.

La sua domanda non finì. << Si? >>.

<< E quando sarò tanto vecchia che tutti mi scambieranno per tua madre? O tua nonna? >>.

<< Per me non significa nulla >>, dissi mentre asciugavo con dei baci le lacrime che non era riuscita a trattenere. << Ai miei occhi resterai la cosa più bella di tutte. Ovviamente se tu diventassi troppo grande, se tu desiderassi qualcosa di più… lo capirei, Bella. Prometto che non ti sarò mai di intralcio se deciderai di lasciarmi >>.

<< Ti rendi conto che un giorno o l’altro morirò, vero? >>.

<< Ti seguirò appena possibile >>.

<< Questa e davvero… un’assurdità >>.

<< Bella, è l’unica via che mi è rimasta… >>.

<< Facciamo un piccolo passo indietro. Ricordi i Volturi,vero? Non resterò umana per sempre. Mi uccideranno. Anche se non dovessero più pensare a me fino al mio trentesimo compleanno, pensi davvero che possano dimenticare? >>.

<< No >>, risposi lentamente, scuotendo la testa. << Non dimenticheranno. Però… >>.

<< Però? >>.

<< Ho un piano >>.

<< E questo piano >>, disse acida, << questo piano parte dal presupposto che io resterò umana >>.

<< Naturalmente >>, risposi brusco.

Ci guardammo per un minuto in cagnesco.

Bella riprese fiato, alzò le spalle, si tolse di dosso le mie braccia e si sedette.

<< Vuoi che me ne vada? >>, dissi malinconico.

<< No, sono io che me ne vado >>, mi rispose con tono brusco.

Io la guardai perplesso mentre scendeva dal letto e cercava nell’oscurità le sue scarpe.

<< E potrei sapere dove? >>.

<< A casa tua >>, disse continuando a cercare.

Io mi alzai dal letto, raccolsi le scarpe e la raggiunsi. << Eccoti le scarpe. Come pensi di andarci? >>.

<< Con il pick-up >>.

<< Finirai per svegliare Charlie >>.

<< Lo so. Ma, sinceramente, dopo quel che ho combinato mi terrà sotto chiave per settimane. In quali altri guai posso cacciarmi? >>.

<< Nessuno. Ma darà la colpa a me, non a te >>.

<< Se hai un’idea migliore, sono tutta orecchi >>.

<< Resta qui >>, dissi senza riporre molte speranze in quello che dicevo.

<< Nemmeno per idea. Se vuoi, precedimi, fai come se fossi a casa tua >>, disse prendendosi gioco di me avvicinandosi alla porta.

Io la precedetti e le sbarrai la strada.

Bella si girò di scatto verso la finestra. Non era molto alto ma con la sua fortuna sarebbe riuscita a rompersi l’osso del collo.

<< Va bene. Ti do un passaggio >>, dissi prima che facesse un gesto azzardato.

<< Fai come credi. Ma ti consiglio di essere presente >>.

<< E perché mai? >>, le chiesi dubbioso.

<< Perché sei particolarmente testardo e sono sicura che ti sentirai in dovere di esporre la tua opinione >>.

<< A proposito di cosa? >>, chiesi a denti stretti.

<< La questione non riguarda più soltanto te. Sai, non sei il centro dell’universo. Se la tua stupida ostinazione a non volermi trasformare finirà per metterci contro i Volturi, è giusto che a decidere sia la tua famiglia al completo >>.

<< A decidere cosa? >>, dissi scandendo le parole una a una.

<< Della mia mortalità. Voglio metterla ai voti >>.

Giulia

Pubblicato in new moon visto da Edward | 24 commenti

piccole novità

Buonasera! Questo articolo è per darvi una notizia…. insolita.

nell’ultimo periodo io(Giulia) non sono stata molto presente e mi scuso con voi ma, i miei impegni (scuola, scuola guida… ) non me lo hanno permesso. Vi dico solo che per la scuola non tornavo nemmeno a casa a dormire, stavo dai parenti dove internet non ci stà.

Quindi scusate ancora la mia assenza, giuro che non mancherò più così a lungo.

ora passiamo alla vera e propria novità: non ci saranno più i giochini… sapiamo benissimo che alcune di voi aspettavano solo il giochino per fare 4 risate ma abbiamo buoni anzi buonissimi motivi per non metterli più.

il primo è che la storia ormai la conoscete quindi mettere il gioco sarebbe del tutto inutile ;

il secondo è che abbiamo notato che sono sempre le stesse persone a farlo e non parliamo di mille ragazze ma da cinque, quando va bene sei e noi sappiamo benissimo che nel blog non ci sono solo loro.

Marianna lo aveva detto già che non lo avrebbe più messo e ora lo dico anche io quindi noi vi riteniamo avvisate per non sentirci poi dire ” ei ma che fine ha fatto il giochino??? “.

detto questo vi salutiamo. E preparatevi per il prossimo capitolo!

Giulia e Marianna

Pubblicato in articoli, giochino pre capitolo | 7 commenti

11 decisione; epilogo

Scusate il ritardo…cn le feste m sn dimenticata di postare…
x farmi xdonare vi metto ben 2 cappy!
l’11 e…l’Epilogo
Eh sì qst storia è finita!
Ringrazio infinitamente Giulia e Marianna e voi care lettrici!
BaciO

Capitolo 11: Decisione

Edward mi accompagnò a casa a bordo della sua Volvo e, una volta fermatosi, mi disse: “Ti aspetto di sopra, a dopo” e mi baciò.

Era difficile staccarsi da lui, anche se per poco.

Scesi dall’auto, percorsi tutto il vialetto finchè non arrivai davanti alla porta di casa mia; la aprii ed entrai. Davanti al televisore, spaparanzato sul divano, c’era mio padre.

“Ciao papà!”

“Ciao Bells, come stai ?”

“Sto bene, perchè questa domanda ?” gli chiesi incuriosita.

“Non hai saputo di Jacob ?”

Meglio fingere Bella, meglio fingere. “No, perchè ? Che cosa è successo ?”

“Guidando per le stade di La Push, in moto, è caduto da un dirupo ed è morto” disse con le lacrime agli occhi.

“Oh papà mi dispiace così tanto” dissi andandogli incontro per poi abbracciarlo.

“E’ un momento duro, ci tenevo a quel ragazzo…anche in un altro senso…” dise lasciando al frase in sospeso.

“Come in un altro senso ? Papà, cosa mi stai nascondendo ?” chiesi minacciosa.

“Oh bhè…pensavo che fosse diventato…qualcosa di più di un semplice amico per te…e pensavo che sarbbe potuto diventare…come dire…futuro genero…”

“Ma papà ! Cosa stai dicendo ! Jacob rimarrà per sempre mio amico ! E poi tu lo sai che amo alla follia Edward, ecco perché, quando mi ha lasciato, mi sono ridotta in quel modo ! Se non lo amassi veramente, quando se ne è andato sarei corsa subito da Jacob per chiedergli conforto e, dopo qualche settimana di finzione, dirgli che mi piaceva e che volevo essere la sua fidanzata ! Ma ti pare una cosa da pensare questa ? So che a te non piace Edward, ma cerca almeno di sopportarlo ok ?” dissi tutto d’un fiato. Mi faceva male dire quelle cose a mio padre, ma cavolo, era veramente testardo ! Quando dissi quelle cose su Edward che mi lasciava e io che andavo da Jacob, mi vennero i brividi. Meno male che amavo Edward e che lui ricambiava totalmente !

“Si hai ragione, Bella. Ora però vado a dormire…buona notte” disse alzandosi e spegnendo la televisione.

“Vado anche io ciao papà”

Salì in camera mia e, sdraiato sul mio letto, trovai Edward.

“Ciao”

“Ciao amore”

Mi avvicinai a lui e lo baciai. Fu un bacio diverso dal solito. Era come se fosse distratto, immerso nei suoi pensieri. Mi staccai.

“Che cos’hai ? Ti vedo distratto..”gli chiesi.

“Non ti arrabbiare, ma ho ascoltato la conversazione con tuo padre. Forse sarebbe stato meglio che tu fossi con Jacob, invece che con me.”

“Non ti ci mettere pure tu ! Almeno hai ascoltato il mio discorso fino alla fine ? Certo che come vampiro sei proprio idiota !”

Gli scappò un sorriso. Era così bello quando sorrideva sghembo !

“Ah proposito di idiota, perché mi definisci così ?”

“Perché quando mi hai lasciato hai deciso per tutti e due. Io non volevo che tu te ne andassi, ma hai deciso che era una male per me anche se non lo pensavo ! Ecco perché ti ritengo idiota ! Il mio fidanzato e vampiro idiota !” dissi abbracciandolo, felice dalle parole appena dette da me.

“E tu sei la mia piccola Bella !” disse ricambiando l’abbraccio.

Restammo in quella posizione per un tempo che mi parve interminabile, quando mi ricordai di una cosa che dovevo chiedergli.

“Edward, c’è una cosa che dovrei chiederti…”

“Si dimmi”

“Ehm…io vorrei….io vorrei diventare….io vorrei diventare come te…” dissi con un fil di voce.

“Sapevo che prima o poi me lo avresti chiesto…se vuoi posso farlo ma a patto che tu….” e non finì la frase.

“A patto che io ?”

“A patto che tu mi sposa, Bella.”

Non riesco a crederci. Mi ha veramente chiesto di sposarlo ? Qualcuno può darmi un pizzicotto per favore ?

In preda ad un entusiasmo che non sapevo neanche di avere, gli risposi: “Si”

Lui, per tutta risposta, mi abbracciò e mi baciò in un modo che si dovrebbe dire illegale.

“Aspetta Bella, devo farlo per bene…” detto questo, di inginocchiò davanti a me mentre apriva una scatolina di raso blu scuro e continuò.

“Isabella Marie Swan, ti amerò per sempre, per tutta la mia esistenza, restandoti accanto nel bene e nel male. Vuoi sposarmi ?”

“Si, si e ancora si” gli risposi abbracciandolo.

Sciolse l’abbraccio e mi infilò l’anello nell’anulare della mia mano sinistra e dopo mi baciò come aveva fatto prima. Quel bacio era la nostra promessa solenne di appartenerci per sempre.


EPILOGO: 30 ANNI DOPO

Era una fredda mattina di settembre e io, Edward, i miei figli e la mia famiglia ci stavamo preparando per andare al college. L’ennesimo.

Avete capito bene. Miei figli.

Renesmee e Anthony Cullen.

Subito dopo un matrimonio impeccabile organizzato da Alice e Esme, io e Edward siamo andati in luna di miele in un isola chiamata Isola Esme (un regalo di Carlisle).

E lì ci siamo uniti in un solo corpo.

È stato magnifico.

Finché il giorno dopo Edward vide che era stato troppo forte e che aveva lasciato segni in tutto il mio corpo, non volle più fare l’amore con me. Io l’ho sempre detto che è un vampiro idiota.

Dopo tanta fatica e tempo a organizzare piani per farlo smuovere dalla sua posizione, riuscì nel mio intento e ci unimmo in un solo corpo per la seconda volta.

E così ogni giorno, fino alla fine della luna di miele. Tornata a casa Cullen avevo attacchi di vomito acuto e il ciclo mensile era saltato, così Carlisle mi fece fare un test di gravidanza e mi disse che ero positiva. Non potevate immaginare la mia gioia in quel momento.

L’unico che non era felice era Edward. Secondo lui dovevo abortire perché la mia vita era in pericolo e potevo morire se continuavo a mandare avanti la gravidanza. Per fortuna non lo ascoltai e mi feci supportare dalla mia famiglia anche se era preoccupata per l’andatura della gravidanza.

Il bambino continuava a crescere a dismisura e continuava a prosciugarmi le forze, finché non mi venne un’idea: se io ero umana e mio marito era un vampiro, il bambino sarebbe stato un ibrido quindi invece di mangiare cibi umani vorrebbe bere sangue, come i vampiri. Esposi la mia teoria a Carlisle, che accettò di provare. Funzionò.

La gravidanza durò quasi 2 mesi e il parto fu catastrofico.

Edward e Carlisle hanno dovuto praticare un piccolo cesareo per poi strappare con i propri denti la placenta, che era dura come la pelle dei vampiri, per poi tirar fuori 2 bellissimi gemelli: un maschietto e una femminuccia.

Quando Edward me lo disse ero assolutamente felice e sorpresa di aver dato alla luce due gemelli, frutto dell’amore mio e di mio marito.

Neanche il tempo di vederli, che mi sentì prosciugare tutte le forze. Non mi ricordo cosa successe dopo, ma di una cosa ero sicura: Edward aveva iniziato il processo di trasformazione.

Fu solo dolore quello che percepii in quei giorni.

Da allora sono una vampira di ben 30 anni con due figli di diciassette anni l’uno. Essendo ibridi la loro crescita si fermò a 7 anni e ne dimostravano già 17.

“Tesoro, dai che faremo tardi!” mi disse Edward.

Scesi le scale e mi avviai all’ingresso del garage dove mi aspettava la mia famiglia al completo, compresi i miei figli.

Renesmee di mio ha il colore degli occhi, le guance e parte del mio carattere (diciamo l’80%) ma tutto il resto è di Edward, Anthony ha gli occhi color verde smeraldo, i capelli del mio stesso colore e anche i lineamenti anche se ha lo stesso identico carattere di mio marito.

Salimmo in macchina e partimmo verso il college, sapendo che nessuno e dico NESSUNO sarebbe venuto a disturbare la mia eterna tranquillità!

FiNE!

Pubblicato in E se invece... di Pikkola Cullen | 1 commento

NOVITA’!

ma buona sera donzelle allora come avete passato il natale????

allora bando alle ciance e ciance alle bande passiamo alle cose interessanti infatti abbiamo un pò di notizie su breaking dawn da darvi!

arrivano infatti le prime foto dal set, beh non solo foto ma anche notizie.

dopo le foto dell’isola Esme arrivano anche i video e poi dall’ormai famoso twitter arrivano i cinguettii tra i vari: domani è il mio primo giorno di riprese; oggi ho girato rob e kris sono persone favolose…..

ma il nostro caro regista bill vuol ha voluto farci anche lui un regalino per natale e cosa di meglio se non la casa di charlie addobbata a festa?!? vorrei farvi notare che al camino c’è appesa la calzettina per la piccola renesmee!

sono stati avvistati sul set anche quei simpaticoni dei volturi che a mio parere sono stati emm truccati e pettinati in modo diverso dal solito e secondo me la dfifferenza si vede e anche tanto!sempre dal set ci arriva un’immagine di robert con in braccio un cucciolo di essere vivente… tranquille non è renesme è soltanto la figlia dell’attrice che interpreta sue clearwater ma rimane sempre una bellissima immagine.

mi dispiace dirlo ma oggi il computer non vuole collaborare con me è fare questo articolo stà diventando un’impresa impossibile quindi a presto con il gioco pre capitolo!

giulia(tepi)

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